sabato 6 febbraio 2010

Nuovi catastrofismi: 2012 e la crisi finanziaria

Come tutti sappiamo il biennio 2008-09 è stato attraversato dalla peggiore crisi economico-finanziaria degli ultimi tempi, tanto da renderla seconda solo a quella del disastroso ’29. La crisi cominciata con l’esplosione del sistema dei mutui subprime americani ha investito tutte le piazze economiche del mondo, ha fatto fallire decine di banche (tra cui colossi come Lehman Brothers) e ha trascinato giù i listini fino a valori minimi ritenuti incredibili. Si temeva la stretta del credito, il crack sistemico, addirittura la fine del capitalismo come l’avevamo conosciuto e poi…
Dal 9 marzo dello scorso anno i listini hanno ricominciato a salire, a cominciare da quello americano (con il dow jones che manco a farlo apposta si è fermato al valore di 666 punti, per la gioia di complottisti ed esoteristi…). Insomma, a molti è apparso evidente che la caduta libera delle borse sia stata agevolata da speculatori che hanno guadagnato sul ribasso vendendo allo scoperto molti dei titoli finanziari più speculativi (ebbene sì, si può guadagnare anche quando la borsa scende), è toccato poi alle banche centrali metterci una pezza abbassando drasticamente i tassi di interesse, stampando moneta e immettendo una imponente mole di liquidità nel sistema. Sono state aiutate le banche, “troppo grandi per fallire”, a rimetterci sono stati i cittadini visti i megasalvataggi di imponenti istituti finanziari pagati con i soldi pubblici.
Insomma, tutto al servizio dei poteri forti, delle “mani forti” che controllano il mercato a piacimento, lo indirizzano, pilotano gli andamenti e guadagnano enormi profitti del tutto aleatori e del tutto staccati dall’economia reale (il mercato dei beni e servizi, la produzione). Queste sono considerazioni che molti osservatori di borsa, probabilmente una minoranza, ma piuttosto rumorosa, hanno fatto in questi ultimi mesi, e tra di loro c’è chi si spinge ad immaginare che la crisi economica che abbiamo vissuto non sia stato altro che un primo test per un apocalittico crack finanziario organizzato da una lobby internazionale di enorme potere programmato per il 2012… Un anno dicono non troppo lontano e potenzialmente foriero di gravi conseguenze dell’attuale stato dell’economia. La bolla speculativa che per mesi ha continuato a gonfiarsi alla faccia dei dati drammatici dell’economia reale insomma sarebbe destinata ad esplodere nel giro di poco, provocando un possibile crack ancora peggiore delle borse di tutto il mondo, questa volta addirittura irreversibile.
Ma a quale scopo far saltare tutto? L’idea è che solo una crisi generale e l’annullamento dell’intero sistema potrà porre le basi per una nuova era, per un gigantesco riassetto degli equilibri geopolitici del pianeta sotto l’egida di un’oligarchia di illuminati… insomma, il famoso New World Order. Per fare questo devono cambiare mentalità e cultura delle masse, di milioni, miliardi di persone, e solo la paura e la disperazione possono permettere il crearsi di queste condizioni. Ecco quindi l’ipotesi: un percorso di eventi creati ad arte (l’11 settembre, il pericolo terrorismo, la crisi finanziaria) che porterà a breve al verificarsi di uno scenario disastroso che permetterà la completa riscrittura delle regole sociali e politiche del mondo. Quale sarà il detonatore della terribile crisi del 2012? L’esplosione del debito pubblico degli stati industrializzati, già fuori controllo e ormai definitivamente insanabili… Gli Stati falliranno, tutto verrà azzerato. In fondo se il debito non lo puoi pagare, non ti rimane che cancellarlo… Come sempre non ci resta che aspettare, e sperare che anche questa ipotesi non trovi conferma nei fatti.

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