Fedeli alla tradizione del nostro sito che vuole dare voce a tutti sul tema del 2012 riportiamo un articolo del sito Archeorivista che parla delle interpretazioni dei reperti archeologici messicani in relazione alla profezia maya.
Libri, film e siti internet sull’argomento si moltiplicano ogni giorno riscuotendo un grande successo di pubblico, ma gli studiosi sono concordi nel ritenere che la data del 21 dicembre 2012 sarà un solstizio d’inverno come tanti altri. All’origine di alcune profezie sulla fine del mondo vi è la credenza che un misterioso pianeta impatterà la Terra...
L’oggetto in questione sarebbe Nibiru, che nella mitologia sumerica era un corpo celeste associato al dio Marduk. Gli astronomi babilonesi invece avevano associato Nibiru all’attuale pianeta Giove. La catastrofe era stata già annunciata per il maggio del 2003 dalla sensitiva Nancy Lieder, ma quando questo non accadde la fine fu posticipata al 2012, per farla coincidere con la fine di uno dei cicli dell’antico calendario maya.
La storia è iniziata nel 1976, quando lo scrittore Zecharia Sitchin pubblicò “Il dodicesimo pianeta”, libro nel quale affermava di aver trovato e tradotto documenti sumerici che identificavano Nibiru con un corpo celeste orbitante intorno al Sole ogni 3600 anni. Tuttavia non ci sono prove scientifiche circa la sua esistenza ed il suo avvicinamento alla Terra. Se un evento del genere stesse accadendo nemmeno le autorità potrebbero tenerlo nascosto, poiché gli astronomi di tutto il mondo ne avrebbero individuato l’orbita da almeno un decennio ed ora il pianeta dovrebbe essere visibile ad occhio nudo.
Il calendario maya invece nella data del 21 dicembre 2012 completa un ciclo e mostra una successione di zeri, come quando il contachilometri della propria auto raggiunge una cifra tonda. Questo calendario infatti non si basa su cicli di mille anni. A concludersi è il 13° “baktun”, un’unità temporale di 144.000 giorni, ovvero poco più di 394 anni. Dallo studio dei testi e delle iscrizioni la maggior parte degli studiosi ha concluso che l’origine del mondo e del tempo per i Maya corrisponde al nostro 11 agosto 3114 a.C. A ricorrere nel computo degli anni sono i multipli di 20. 360 giorni formavano un “tun”, 7.200 giorni (360×20) costituivano invece un “katun”, 144.000 (7200×20) erano appunto un “baktun”. Si parla anche di cicli di 20 baktun, definiti “pictun”.
La speculazione sulla coincidenza della conclusione del 13° “baktun” con la distruzione del mondo a causa di violenti terremoti è opera della fantasia dello scrittore Frank Waters, che nel 1975 pubblicava “Mexico Mystique”. Numerosi ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce testi che si riferiscono a periodi successivi al 13° “baktun”. Ad esempio, in un’iscrizione di VII secolo del re Pacal di Palenque si predice che un anniversario della sua salita al trono sarà celebrato il 15 ottobre del 4772.
Tra tutti i testi che ci sono pervenuti solo uno menziona la data del 2012. E’ il monumento 6 a Tortuguero, sito maya nello stato messicano di Tabasco. Il testo, risalente al 669 d.C., è danneggiato ed i resti non riportano notizie di cataclismi o della fine del mondo.
Gli scienziati non prevedono disastri connessi ad impatti di meteoriti o pianeti, tantomeno allineamenti di pianeti, inversione dei poli magnetici terrestri, tempeste solari. Cosa accadrà quindi alla fine del 2012? Il 21 dicembre inizierà semplicemente il 14° “baktun” del calendario maya, così come il 1 gennaio segue il 31 dicembre alla fine di ogni nostro calendario, senza che cataclismi planetari sconvolgano la notte di capodanno.
Libri, film e siti internet sull’argomento si moltiplicano ogni giorno riscuotendo un grande successo di pubblico, ma gli studiosi sono concordi nel ritenere che la data del 21 dicembre 2012 sarà un solstizio d’inverno come tanti altri. All’origine di alcune profezie sulla fine del mondo vi è la credenza che un misterioso pianeta impatterà la Terra...
L’oggetto in questione sarebbe Nibiru, che nella mitologia sumerica era un corpo celeste associato al dio Marduk. Gli astronomi babilonesi invece avevano associato Nibiru all’attuale pianeta Giove. La catastrofe era stata già annunciata per il maggio del 2003 dalla sensitiva Nancy Lieder, ma quando questo non accadde la fine fu posticipata al 2012, per farla coincidere con la fine di uno dei cicli dell’antico calendario maya.
La storia è iniziata nel 1976, quando lo scrittore Zecharia Sitchin pubblicò “Il dodicesimo pianeta”, libro nel quale affermava di aver trovato e tradotto documenti sumerici che identificavano Nibiru con un corpo celeste orbitante intorno al Sole ogni 3600 anni. Tuttavia non ci sono prove scientifiche circa la sua esistenza ed il suo avvicinamento alla Terra. Se un evento del genere stesse accadendo nemmeno le autorità potrebbero tenerlo nascosto, poiché gli astronomi di tutto il mondo ne avrebbero individuato l’orbita da almeno un decennio ed ora il pianeta dovrebbe essere visibile ad occhio nudo.
Il calendario maya invece nella data del 21 dicembre 2012 completa un ciclo e mostra una successione di zeri, come quando il contachilometri della propria auto raggiunge una cifra tonda. Questo calendario infatti non si basa su cicli di mille anni. A concludersi è il 13° “baktun”, un’unità temporale di 144.000 giorni, ovvero poco più di 394 anni. Dallo studio dei testi e delle iscrizioni la maggior parte degli studiosi ha concluso che l’origine del mondo e del tempo per i Maya corrisponde al nostro 11 agosto 3114 a.C. A ricorrere nel computo degli anni sono i multipli di 20. 360 giorni formavano un “tun”, 7.200 giorni (360×20) costituivano invece un “katun”, 144.000 (7200×20) erano appunto un “baktun”. Si parla anche di cicli di 20 baktun, definiti “pictun”.
La speculazione sulla coincidenza della conclusione del 13° “baktun” con la distruzione del mondo a causa di violenti terremoti è opera della fantasia dello scrittore Frank Waters, che nel 1975 pubblicava “Mexico Mystique”. Numerosi ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce testi che si riferiscono a periodi successivi al 13° “baktun”. Ad esempio, in un’iscrizione di VII secolo del re Pacal di Palenque si predice che un anniversario della sua salita al trono sarà celebrato il 15 ottobre del 4772.
Tra tutti i testi che ci sono pervenuti solo uno menziona la data del 2012. E’ il monumento 6 a Tortuguero, sito maya nello stato messicano di Tabasco. Il testo, risalente al 669 d.C., è danneggiato ed i resti non riportano notizie di cataclismi o della fine del mondo.
Gli scienziati non prevedono disastri connessi ad impatti di meteoriti o pianeti, tantomeno allineamenti di pianeti, inversione dei poli magnetici terrestri, tempeste solari. Cosa accadrà quindi alla fine del 2012? Il 21 dicembre inizierà semplicemente il 14° “baktun” del calendario maya, così come il 1 gennaio segue il 31 dicembre alla fine di ogni nostro calendario, senza che cataclismi planetari sconvolgano la notte di capodanno.






















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