mercoledì 25 agosto 2010

Più che mai attivi i profeti del 2012, ora è il turno di Alexander Jones.

Alexander Jones, 36enne animatore radiofonico e cineasta statunitense è conosciuto soprattutto per la sua opinione riguardo agli attentati dell’11 settembre 2001. Opinioni che ha voluto diffondere realizzando “911: the Road to Tyranny”, un documentario dove smentisce la versione ufficiale data dal governo statunitense sugli attentati dell’11 settembre 2001 a New York e nella contea di Arlington, in Virginia, contro la sede del Pentagono. Ha iniziato a produrre documentari che riguardano il totalitarismo ed il Nuovo Ordine Mondiale nel 1997, nei quali spiega soprattutto come le lobby economiche delle banche controllino l’economia e l’intera politica occidentale. Con l’avvicinarsi del 2012, uno dei temi favoriti di Jones è il crollo degli Stati Uniti, un crollo a cui farà seguito la fine del mondo occidentale e poi dell’intero pianeta.

Un crollo che non avverrà – come molti potrebbero pensare – in un colpo solo il 21 dicembre 2012. Sarà piuttosto un disfacimento progressivo diluito nei prossimi due anni.

“Già oggi la quasi totalità degli Stati americani è devastata – dichiara Jones – Stati in cui più niente funziona e dove la criminalità e l’insicurezza sono in continuo aumento. Entro i prossimi due anni sarà l’anarchia completa. Si potrà derubare, uccidere, avvelenare o aggredire chiunque a piacimento e nessun sistema giudiziario o di polizia verrà a metterci di fronte alle nostre responsabilità. Una piaga che dagli Stati Uniti invaderà l’Occidente e poi il mondo intero.”

Mentre questo accadrà, prevede Jones, le autorità mondiali se ne staranno al riparo in fortezze lussuose e super sorvegliate, poco interessate a quanto succede fuori dalle mura dei loro castelli.

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