
Ne abbiamo parlato pochi giorni fa, Santa Giulia si prepara per una nuova grande mostra: «Maya. I signori del tempo», di cui ieri in giunta è stato deliberato il via libera, si propone di portare in città, da ottobre 2012 a maggio (o giugno) 2013. 257 pezzi alcuni dei quali mai visti in Italia. Un evento unico al mondo (simili percorsi si sono visti solo a Palazzo Grassi negli anni Novanta e più recentemente a Washington e New York), che dovrebbe approdare in città sull'onda del successo degli «Inca». Il condizionale è d'obbligo, perché la certezza che il progetto si realizzi non c'è ancora...
IL NODO. Come hanno spiegato ieri il sindaco Adriano Paroli e l'assessore Andrea Arcai, la possibilità di spendere le risorse necessarie e che il Comune ha già pronte (2,9 milioni di euro di cui 2,5 al partner Artematica e 400mila a Brescia Musei per spese organizzative) è subordinata al via libera entro il 31 dicembre dei ministeri dei Beni Culturali e delle Finanze. Da Roma dovrebbe, in sintesi, arrivare lo sblocco dei vincoli che la Finanziaria 2010 ha posto alle spese per rappresentanza, pubblicità, pubbliche relazioni e mostre degli enti locali. La Loggia ha a disposizione in teoria solo il 20% del denaro stanziato nel 2009 per questi capitoli: 900mila euro, che al netto delle altre esigenze sono 700mila euro per le esposizioni. Insufficienti per la mostra sui Maya, a patto che da Roma non vengano liberate risorse in base alle deroghe stabilite dalla prima manovra 2011, che «apre» alla spesa culturale entro un tetto di 40milioni di euro per i progetti di tutta la Penisola.
LA MOSTRA. I presupposti sono buoni, se è vero che l'idea nasce su istanza del governo messicano, che si è rivolto al ministro Galan manifestando apprezzamenti sul lavoro effettuato per la mostra d'arte precolombiana. Nacque da qui la gaffe del ministro, che nel gennaio del 2011 elogiò il successo dell'esposizione «Maya» mentre ammirava quella, appunto, sugli «Inca».
La scure sulla cultura ha imposto di mettere in stand by il piano di grandi eventi della Loggia. Salta la mostra su Renoir, prevista nel 2012, e salta anche Picasso 2014 che andrebbe studiata a breve. «Ci sarebbe piaciuta una programmazione a lungo termine - ammette Paroli -, ma vorremmo arrivare a ridosso dell'Expò 2015 con un evento eccezionale sui Longobardi». Con le dovute cautele, dunque, il sindaco sottolinea che quella della Loggia sui Maya non è una seconda scelta, anche se un po'in ritardo. «È vero, saltiamo un anno di grandi mostre posticipando questa all'autunno 2012 - ammette -. Il momento è difficile,a non potevamo lasciare Santa Giulia scoperta dopo il riconoscimento Unesco. E se avessimo investito poco non sarebbe stato un evento all'altezza del luogo».
«Maya. I signori del tempo» avrà grande richiamo - ha anticipato Maurizio Bernardelli Curuz, direttore artistico di Brescia Musei - sulla scorta anche del tam tam per l'apocalittica profezia che fissa la fine del mondo al 21 dicembre 2012. Si costituirà il team di lavoro composto da Antonio Aimi e Giuseppe Orefici, curatori, che hanno garantito il successo di «Inca». «Affronteremo il discorso del calendario Maya che ha un ciclo di 5125 anni e si chiude il 21 dicembre 2012 - incalza -. Ma entreremo anche nella sofferenza dell'Occidente e nel senso più profondo dell'apocalisse che è rivelazione, è andare al di là del guado. Un percorso suggestivo per un pubblico ampio». I presupposti ci sono. Ora serve che da Roma arrivi un «sì».
IL NODO. Come hanno spiegato ieri il sindaco Adriano Paroli e l'assessore Andrea Arcai, la possibilità di spendere le risorse necessarie e che il Comune ha già pronte (2,9 milioni di euro di cui 2,5 al partner Artematica e 400mila a Brescia Musei per spese organizzative) è subordinata al via libera entro il 31 dicembre dei ministeri dei Beni Culturali e delle Finanze. Da Roma dovrebbe, in sintesi, arrivare lo sblocco dei vincoli che la Finanziaria 2010 ha posto alle spese per rappresentanza, pubblicità, pubbliche relazioni e mostre degli enti locali. La Loggia ha a disposizione in teoria solo il 20% del denaro stanziato nel 2009 per questi capitoli: 900mila euro, che al netto delle altre esigenze sono 700mila euro per le esposizioni. Insufficienti per la mostra sui Maya, a patto che da Roma non vengano liberate risorse in base alle deroghe stabilite dalla prima manovra 2011, che «apre» alla spesa culturale entro un tetto di 40milioni di euro per i progetti di tutta la Penisola.
LA MOSTRA. I presupposti sono buoni, se è vero che l'idea nasce su istanza del governo messicano, che si è rivolto al ministro Galan manifestando apprezzamenti sul lavoro effettuato per la mostra d'arte precolombiana. Nacque da qui la gaffe del ministro, che nel gennaio del 2011 elogiò il successo dell'esposizione «Maya» mentre ammirava quella, appunto, sugli «Inca».
La scure sulla cultura ha imposto di mettere in stand by il piano di grandi eventi della Loggia. Salta la mostra su Renoir, prevista nel 2012, e salta anche Picasso 2014 che andrebbe studiata a breve. «Ci sarebbe piaciuta una programmazione a lungo termine - ammette Paroli -, ma vorremmo arrivare a ridosso dell'Expò 2015 con un evento eccezionale sui Longobardi». Con le dovute cautele, dunque, il sindaco sottolinea che quella della Loggia sui Maya non è una seconda scelta, anche se un po'in ritardo. «È vero, saltiamo un anno di grandi mostre posticipando questa all'autunno 2012 - ammette -. Il momento è difficile,a non potevamo lasciare Santa Giulia scoperta dopo il riconoscimento Unesco. E se avessimo investito poco non sarebbe stato un evento all'altezza del luogo».
«Maya. I signori del tempo» avrà grande richiamo - ha anticipato Maurizio Bernardelli Curuz, direttore artistico di Brescia Musei - sulla scorta anche del tam tam per l'apocalittica profezia che fissa la fine del mondo al 21 dicembre 2012. Si costituirà il team di lavoro composto da Antonio Aimi e Giuseppe Orefici, curatori, che hanno garantito il successo di «Inca». «Affronteremo il discorso del calendario Maya che ha un ciclo di 5125 anni e si chiude il 21 dicembre 2012 - incalza -. Ma entreremo anche nella sofferenza dell'Occidente e nel senso più profondo dell'apocalisse che è rivelazione, è andare al di là del guado. Un percorso suggestivo per un pubblico ampio». I presupposti ci sono. Ora serve che da Roma arrivi un «sì».






















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